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Essere invidiosi ci aiuta a migliorare, lo dicono gli psicologi

L'invidia è un sentimento negativo che comporta rabbia e dolore. Ma, per gli psicologi, provare una invidia sana può stimolarci a raggiungere risulati migliori. L'importante è riuscire a farla diventare uno strumento utile alla nostra crescita.

Essere invidiosi ci aiuta a migliorare, lo dicono gli psicologi

L'invidia colpisce tutti prima o poi, è un sentimento oscuro che nessuno vuole ammettere di provare. Gli psicologi sostengono che questo sentimento considerato da sempre negativo, in realtà potrebbe trasformarsi in uno strumento utile a migliorarci. Richard Smith, psicologo dell'Università del Kentucky (USA), distingue tra invidia benigna e maligna, la prima ci spinge a raggiungere in maniera equilibrata i risultati che invidiamo, la seconda ci procura solo dolore. La dottoressa Valentina D'Urso infatti afferma: “L'invidia benigna si chiama emulazione, è un sentimento che attiva condotte sane e creative di competizione e di miglioramento”. Inoltre è importante evitare il confronto con gli altri fine a se stesso e valutare le proprie fortune senza soffermarsi sulle mancanze. La psicanalista britannica, Sue Gerhardt, ha raccontato che provava invidia e disagio ogni volta che un collega pubblicava un libro, ma che è stata meglio quando ha finalmento pubblicato un suo scritto. Spiega anche che non è facile ottenere certi risultati ma che ci vuole sacrificio e aggiunge: “Le ambizioni richiedono dedizione, mentre il rancore comporta una certa passività e alla lunga intristisce”. Uno studio della dottoressa Laura Tappatà , condotto su 306 persone tra i 18 e i 70 anni, ha inoltre evidenziato che l'invidia è avvertita maggiormente tra i giovani, tra i 18 e i 29 anni, questo dipende dal fatto che sono più esposti a varie competizioni sia in ambito sociale, sentimentale o sportivo. La ricerca ha anche sfatato un luogo comune che vorrebbe le donne più soggette all'invidia, infatti i risultati dello studio hanno rivelato una certà parità tra uomini e donne invidiose.

 

Fonte: Airone

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